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I creator salgono sul red carpet: YouTube porta tre anteprime alla Mostra di Venezia

Studi di produzione, team completi, gruppi di sceneggiatori. È la fotografia che YouTube usa per descrivere i creator di oggi, e non è una metafora promozionale: alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, la piattaforma ha collaborato con la Biennale Cinema per presentare in anteprima al pubblico tre progetti inediti firmati da autori che vengono dal digitale.

di Redazione· 2 min di lettura

Studi di produzione, team completi, gruppi di sceneggiatori. È la fotografia che YouTube usa per descrivere i creator di oggi, e non è una metafora promozionale: alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, la piattaforma ha collaborato con la Biennale Cinema per presentare in anteprima al pubblico tre progetti inediti firmati da autori che vengono dal digitale.

Il messaggio è esplicito: i creator sono la nuova generazione di creativi, vere e proprie aziende media che portano i propri film in anteprima ai festival internazionali. Per chi lavora nella creator economy italiana, è un passaggio di status che vale più di molti dati di mercato.

Tre anteprime alla Google Beach

Le proiezioni si sono tenute tra il 9 e l'11 settembre alla Google Beach – Blue Lounge, al Lido di Venezia, ciascuna aperta al pubblico e seguita da una breve sessione di Q&A con gli autori. Tutti e tre i progetti verranno poi pubblicati su YouTube.

Il primo, il 9 settembre, è stato City of Owls di Zhenia Kazankina, cortometraggio realizzato con il supporto di Rai Cinema e già presentato in anteprima al Festival di Cannes 2026. Racconta di Vera che, nell'ultima sera prima della partenza, mette a letto la sorellina e le nasconde il vero motivo del suo viaggio raccontandole la favola di una città inghiottita da una notte eterna.

Il 10 settembre è stata la volta de L'ultimo giorno di Ramadan, serie documentaria del canale theShow. Segue Alessandro e Jaser, due youtuber italiani non musulmani, in un viaggio tra Italia e Marocco alla scoperta della fede e della disciplina del digiuno. I due incontrano imam, famiglie e giovani fedeli per capire il significato del Ramadan — fede, solidarietà, appartenenza — con uno sguardo esterno dichiaratamente non politicizzato sulle comunità musulmane italiane, fino a un finale girato alla Moschea Hassan II.

L'11 settembre ha chiuso Il Miele Pazzo dell'Himalaya: a caccia con i Gurung, del creator Lati Umani. Il documentario è stato girato in un villaggio isolato del Nepal e segue il popolo Gurung mentre si arrampica su pareti rocciose a strapiombo con scale di corda fatte a mano, per la raccolta annuale di un miele raro e allucinogeno: un rituale secolare che rischia di sparire.

Cosa dice questa selezione ai creator

Vale la pena notare che cosa hanno in comune i tre titoli. Nessuno è un format da feed. Sono lavori lunghi, di ricerca, girati in contesti complessi, con tempi di produzione da industria audiovisiva.

È un segnale su dove si sta spostando l'asticella competitiva: la distanza tra "fare contenuti" e "fare cinema" si assottiglia, e con essa cambiano anche le competenze richieste a un creator che vuole crescere. Non più solo ritmo e algoritmo, ma sceneggiatura, regia, produzione sul campo.

Per chi lavora con i creator — agenzie, talent manager, brand — il punto pratico è un altro: un progetto documentaristico presentato a Venezia offre a un partner commerciale un tipo di associazione culturale che una campagna social difficilmente può replicare.

Il cinema italiano scopre la piattaforma

Il movimento, però, non è a senso unico. Mentre i creator entrano nel perimetro festivaliero, alcune realtà consolidate del cinema italiano si spostano su YouTube.

Rai Cinema ha lanciato un canale dedicato, pensato come spazio editoriale per registi e produttori di cortometraggi, che si affianca all'offerta già presente su Rai Cinema Channel e RaiPlay. Il canale proporrà serie originali, video podcast e — dato rilevante per il settore — collaborazioni con creator, con l'obiettivo dichiarato di coinvolgere nuove generazioni di appassionati di cinema.

Minerva Pictures, casa di produzione indipendente, ha invece ampliato la propria attività di distribuzione sulla piattaforma con "Film&Clips 4K – Venice Film Festival Special Edition": una selezione curata di film storici passati dalle edizioni precedenti della Mostra, resa disponibile in 4K a un pubblico globale per un periodo limitato.

Una convergenza che apre spazi di lavoro

Letti insieme, i due movimenti raccontano la stessa cosa da due direzioni opposte. I creator acquisiscono legittimazione culturale nei luoghi tradizionali dell'audiovisivo; le istituzioni del cinema acquisiscono distribuzione e pubblico giovane sulle piattaforme dove i creator sono già di casa.

Per chi crea contenuti in Italia, la convergenza apre spazi concreti: collaborazioni editoriali con produttori strutturati, accesso a supporti produttivi come quello che Rai Cinema ha garantito a City of Owls, e la possibilità di presentare il proprio lavoro in contesti che fino a poco tempo fa erano chiusi.

Resta una domanda aperta, che il settore dovrà affrontare nei prossimi mesi: quanti creator hanno realmente la struttura — e la sostenibilità economica — per reggere produzioni di questo tipo, e quanti rischiano invece di restare ai margini di una narrazione che li celebra come autori ma continua a remunerarli come publisher.