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Dove in Malesia: 78 creator tutti nano e micro, un videoclip e 43,6 milioni di views

Il dato più interessante della campagna Dove per il Capodanno cinese in Malesia non è nei risultati, è nella lista dei nomi ingaggiati: 30 micro-influencer e 48 nano-influencer, per un totale di 78 creator. Nessun macro, nessuna celebrity. In uno dei periodi commercialmente più affollati del mercato malese, un brand FMCG globale ha scelto di distribuire l'intero budget creator sulla parte bassa della piramide.

di Redazione· 3 min di lettura

Il dato più interessante della campagna Dove per il Capodanno cinese in Malesia non è nei risultati, è nella lista dei nomi ingaggiati: 30 micro-influencer e 48 nano-influencer, per un totale di 78 creator. Nessun macro, nessuna celebrity. In uno dei periodi commercialmente più affollati del mercato malese, un brand FMCG globale ha scelto di distribuire l'intero budget creator sulla parte bassa della piramide.

La campagna, realizzata con AnyMind Group e documentata in un case study pubblicato dalla società, si chiamava "New Year, New Shine" e serviva a spingere la linea Dove Hya Keratin Shine, in particolare l'olio nutriente protettivo. I numeri dichiarati: oltre 43,6 milioni di visualizzazioni e più di 16,1 milioni di utenti raggiunti in Malesia.

Come è stato costruito il mix

L'ossatura editoriale non era affidata ai creator, ma a un contenuto proprietario. Dove ha lavorato con 1119 Entertainment, studio creativo malese specializzato in coreografia, ballerini e produzione di videoclip, per realizzare un music video con un tormentone festivo che integrava il prodotto. Quel girato è stato poi tagliato e riadattato in formato Instagram Reels, TikTok e YouTube Shorts: un asset centrale, molte declinazioni verticali.

Sopra questo strato si è innestata la parte creator, gestita tramite la piattaforma AnyTag. La selezione è avvenuta con strumenti di discovery basati su AI per far combaciare la demografia dell'audience con il target, e il pool è stato deliberatamente allargato oltre il verticale beauty: dentro ci sono profili di moda, fitness e hairstyling. La logica è più solida di quanto sembri — chi fa fitness o styling frequente ha un problema reale di capelli stressati, quindi il prodotto entra nel contenuto per necessità e non per copione. I 78 creator hanno pubblicato in simultanea su Instagram Reels e Stories, TikTok e Xiaohongshu, producendo in totale 188 contenuti: circa 2,4 pezzi a testa.

Il terzo strato è quello che nel creator marketing italiano si trascura più spesso: l'editore. Attraverso AnyDigital la campagna ha comprato spazio su Leesharing, publisher malese di riferimento per la comunità di lingua mandarina, con un advertorial sul sito, post sulla pagina Facebook ufficiale e su pagine partner, più contenuti su Instagram e Xiaohongshu. Qui il messaggio cambiava registro e diventava commerciale, spingendo il gift with purchase — una pentola in ceramica Sanrio — cioè la leva che porta in negozio.

Cosa dicono davvero i numeri

Sul totale, l'editore ha generato oltre 1,1 milioni di reach e 757 mila views: circa il 7% del raggiungimento complessivo. Il resto arriva dai creator e dal contenuto di intrattenimento, ed è qui che conviene guardare due rapporti.

Il primo: 43,6 milioni di views su 16,1 milioni di persone raggiunte significa quasi tre visualizzazioni a testa. È l'effetto di pubblicazioni sovrapposte su più piattaforme sullo stesso pubblico — reach efficiente, frequenza alta, ma vale la pena leggere views e reach come due metriche distinte e non sommabili nel racconto ai clienti.

Il secondo, ed è il più istruttivo per chi costruisce liste: una singola creator, indicata nel case study come Kimberly, ha portato da sola oltre 4,9 milioni di views. Circa l'undici per cento del totale, da uno dei 78 profili ingaggiati. È la fisiologia dei portfolio nano e micro: la distribuzione dei risultati non è piatta, si concentra su pochi outlier che emergono a posteriori. Chi lavora così sta comprando, in sostanza, probabilità di trovarne uno.

C'è poi un terzo numero riportato senza commento: 97,6 mila engagement complessivi, di cui 88,2 mila like e 9,2 mila salvataggi e condivisioni. Rapportato ai 16,1 milioni di reach è uno 0,6%, valore basso ma coerente con una campagna costruita per volume e frequenza più che per conversazione. Non è un difetto, purché non si vendano obiettivi di awareness stagionale spacciandoli per community building.

Perché conta al di fuori della Malesia

Tre trasferimenti diretti al lavoro quotidiano.

Il primo è sul tier mix. Un brand grande, in una finestra ad altissima competizione, ha rinunciato al macro per la copertura granulare. Per un nano-creator è la conferma che il budget esiste; per un'agenzia, che il valore si sposta dalla singola firma alla capacità di gestire ottanta relazioni in parallelo.

Il secondo è sul contenuto proprietario. Il videoclip realizzato da uno studio locale ha dato ai creator un formato riconoscibile su cui innestarsi, invece di lasciarli a interpretare un brief in ottanta modi diversi. È un modello replicabile: un asset centrale forte, molte riletture personali.

Il terzo riguarda la sequenza. Intrattenimento e creator per costruire familiarità, editore per chiudere sulla promozione. Sono due mestieri diversi, e la campagna non ha chiesto ai creator di fare il lavoro dell'advertorial.

Un'ultima nota di metodo: i dati arrivano dal case study pubblicato dal fornitore stesso, non da una verifica indipendente. Vanno letti come dati di parte — utili per capire l'architettura della campagna, meno per usarli come benchmark.


Fonti: case study AnyMind Group.