Il dato che chiude il caso arriva alla fine: 2,8 milioni di visualizzazioni e oltre 23.000 interazioni. È il risultato dell'attivazione con cui Haier ha coperto la propria presenza come title sponsor del Gran Galà del Calcio AIC 2026, andato in scena il 2 settembre al Teatro alla Scala di Milano. A gestirla, dalla strategia alla pubblicazione, è stato Vidoser, l'ecosistema e OS del Creator Marketing.
Per chi lavora con i brand su eventi live, il punto interessante non è il numero in sé, ma cosa lo ha prodotto: non un piano media, ma un accesso.
Il presidio dell'evento passa dai contenuti, non dal logo
Il contesto di mercato aiuta a leggere la scelta. Le stime indicano che l'influencer marketing in Italia arriverà a 550 milioni di euro nel 2026, e la crescita sta cambiando anche il modo in cui i marchi stanno dentro i grandi eventi sportivi. Per anni la sponsorizzazione si è misurata sulla visibilità e sulla riconoscibilità del marchio; oggi accanto a quella metrica pesa la produzione di contenuti che il brand distribuisce sui propri canali.
Il risultato è che la parte di racconto viene affidata sempre più spesso ai creator, che portano dentro l'evento un pubblico che la diretta televisiva da sola non intercetta. Per i creator sportivi è un mercato che si allarga: non più solo post celebrativi post-evento, ma un ruolo da conduttori sul canale del brand.
Due voci, due funzioni diverse
L'attivazione si è appoggiata a due profili con compiti distinti — una scelta che vale la pena guardare da vicino, perché è il contrario del "prendiamo tre creator con tanti follower".
Michele Danese, creator sportivo e host della Serie A con oltre 200.000 follower su Instagram, è stato selezionato da Vidoser dal roster dell'agenzia Fortitude Sport & Entertainment. Ha coinvolto la propria community per poi spostarla sui profili di Haier, dove ha guidato in tempo reale il racconto del red carpet, delle votazioni e della premiazione. Il travaso di audience dal canale personale a quello del brand è, di fatto, il meccanismo centrale dell'operazione.
Ad affiancarlo Pierluigi Pardo, giornalista di DAZN e telecronista sportivo già partner di Haier, con 400.000 follower su Instagram: a lui è andata la parte con taglio giornalistico, cioè le interviste alle leggende del calcio presenti in sala. Due registri diversi, due tipi di contenuto, un solo canale di destinazione.
L'asset proprietario: la Haier Cam
L'elemento distintivo della copertura è stato un oggetto che il brand già possiede. La Haier Cam è la telecamera indossata dagli arbitri durante le partite di Serie A: alla serata ha avuto un momento celebrativo dedicato sul palco ed è poi stata usata per riprendere l'evento dall'interno, seguendo gli ospiti nei passaggi che le telecamere della diretta non inquadrano. Il pubblico online ha visto la premiazione dal punto di osservazione di chi la stava vivendo.
È il tipo di asset che rende difendibile un'attivazione di questo genere: un formato che nessun competitor può replicare e che non somiglia al materiale disponibile altrove.
Tre fasi, non una serata
Il progetto non si è esaurito nelle ore dell'evento. Il team di Vidoser lo ha strutturato in tre momenti: contenuti di anticipazione nelle settimane precedenti, copertura live della serata, materiali di riepilogo distribuiti nei giorni successivi sui canali Haier e sul network dei partner media dell'evento. Oltre al coordinamento delle attività di creator marketing, l'agenzia ha curato creatività, pubblicazione e gestione del canale Haier Italia, in continuità con la partnership già avviata con il brand.
"Un evento come il Gran Galà del Calcio AIC 2026 genera un picco di attenzione che dura poche ore e che nessun piano media può comprare a posteriori", spiega Alessandro La Rosa, founder e CEO di Vidoser. "Per un marchio come Haier la difficoltà non è esserci, è avere qualcosa da mostrare che il pubblico non trovi già altrove."
Cosa se ne portano a casa creator e agenzie
Il caso segnala che anche categorie merceologiche lontane dall'intrattenimento — qui il primo produttore mondiale di grandi elettrodomestici — stanno spostando budget di sponsorship verso il creator marketing, e non come attività una tantum ma come strumento continuativo per trasferire il valore di una sponsorizzazione su più canali.
Per chi crea contenuti, la lettura pratica è duplice. Il valore riconosciuto non sta nel numero di follower ma nella capacità di condurre in diretta su un canale non proprio, con competenza verticale reale. E la finestra utile non è la serata: è il perimetro di settimane attorno all'evento, dove l'anticipazione e il recap valgono quanto il live.