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Vidoser raccoglie 1 milione e supera i 5 milioni di ARR: il Creator Marketing italiano entra in fase buy-and-build

Vidoser gruppo MarTech verticale nel Creator Marketing, ha superato i 5 milioni di euro di ARR nel solo primo semestre 2026: più dell'intero fatturato dell'anno precedente. In parallelo ha chiuso un round bridge da 1 milione di euro.

di Redazione· 2 min di lettura

Il segnale più interessante per chi lavora con i creator non è il round in sé, ma la velocità con cui una piattaforma italiana sta accumulando volumi da distribuire. Vidoser, brand di go-to-market internazionale di CreationDose, gruppo MarTech verticale nel Creator Marketing, ha superato i 5 milioni di euro di ARR nel solo primo semestre 2026: più dell'intero fatturato dell'anno precedente. In parallelo ha chiuso un round bridge da 1 milione di euro.

Tradotto in termini operativi: più budget brand che passano attraverso un network di creator, più attivazioni da coprire, più mercati in cui servirà chi produce contenuti.

Crescita a più di 2x, e un'acquisizione digerita in 90 giorni

Il salto non arriva solo dall'organico. A dicembre 2025 la società ha chiuso la prima operazione di M&A, acquisendo il 100% di Snap Marketing, creator agency verticale nell'attivazione di creator on demand su tutta Italia, con un focus su soluzioni video per le micro-imprese. È il primo tassello di una strategia dichiarata di buy-and-build.

Il dettaglio che conta, per capire se una strategia del genere funziona, è il tempo di integrazione. "La società acquisita è stata integrata al 100% nella tecnologia e nei processi di Vidoser entro i primi 90 giorni del 2026", spiega Alessandro La Rosa, CEO e founder di Vidoser. "Questa rapida integrazione ha consentito di sfruttare appieno le sinergie operative e tecnologiche, contribuendo a una crescita superiore a 2x rispetto al primo semestre dell'anno precedente."

Novanta giorni per assorbire un'agenzia dentro una piattaforma è un tempo compresso. È anche la prova che il consolidamento del Creator Marketing italiano, di cui si parla da un paio d'anni, ha smesso di essere teoria: le agenzie indipendenti diventano oggetto di acquisizione, e chi le acquisisce lo fa portandosi dietro tecnologia e processi propri.

Chi ha messo i soldi

L'aumento di capitale è stato raccolto tramite SAFE, con la partecipazione di alcuni investitori già presenti nel cap table e l'ingresso di nuovi Family Office. L'operazione porta a oltre 3 milioni di euro il capitale complessivamente raccolto dal 2019, dopo i round che avevano visto la partecipazione del Fondo Rilancio di CDP Venture Capital SGR, di Intesa Sanpaolo e dell'ex capitano del Cagliari Leonardo Pavoletti, che ha riconfermato il proprio commitment.

Le risorse andranno principalmente all'accelerazione della roadmap di prodotto e al percorso di crescita, sia potenziando gli asset interni sia proseguendo con nuove acquisizioni.

App e piattaforma: perché la scalabilità riguarda anche i creator

Il modello poggia su due componenti. Da un lato il Creator Network, gestito attraverso un'app dedicata che mette a disposizione gli strumenti di ingaggio ai creator iscritti. Dall'altro Vidoser Platform, presentata come "Creator Marketing Operating System": integra l'intera filiera - selezione dei creator, gestione delle collaborazioni, controllo e distribuzione dei contenuti - con sistemi AI sviluppati internamente.

È la combinazione tra le due parti a rendere la crescita sostenibile nel tempo, permettendo di assorbire in modo efficiente sia l'aumento dei volumi sia le nuove acquisizioni. Per un creator dentro un network di questo tipo, il vantaggio pratico è che l'aumento di fatturato non si traduce automaticamente in caos operativo: matching, brief e pagamenti restano dentro un unico flusso.

L'espansione guarda all'Iberia, poi al LatAm

Sul fronte internazionale, la società è appena entrata nel mercato iberico con Vidoser Iberia SL, controllata al 100% dedicata a Spagna, Portogallo e, in prospettiva, America Latina. L'obiettivo dichiarato è diventare un polo internazionale del Creator Marketing guidato dalla capogruppo italiana, puntando sulla scalabilità della tecnologia proprietaria e sulla velocità di acquisizione dei creator che questa garantisce. Altri mercati europei sono nel piano industriale 2026-2028.

"L'espansione internazionale nel mercato iberico, la fiducia degli investitori, dei clienti e del nostro team ci permette di guardare con orgoglio alla crescita di lungo periodo del nostro gruppo", conclude La Rosa.

Cosa portarsi via

Per i creator, l'apertura di mercati iberici e latinoamericani dentro una struttura unica significa che la coerenza linguistica e culturale diventa un asset negoziabile: profili in grado di lavorare su più mercati valgono di più di quanto valessero su base puramente nazionale.

Per le agenzie indipendenti, il messaggio è più diretto: la fase di consolidamento è iniziata, e il criterio con cui verranno valutate non sarà solo il portafoglio clienti, ma la facilità con cui i loro processi possono entrare dentro la tecnologia di qualcun altro.

Per i brand, infine, la nascita di operatori più grandi e più verticali riduce il numero di interlocutori necessari per attivare creator su più Paesi. Con il rovescio della medaglia da tenere d'occhio: meno frammentazione dell'offerta significa anche meno concorrenza sul prezzo.