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Cento ore per imparare il mestiere: la Civica di Milano porta in aula AI, monetizzazione e diritto dei creator

C'è un dettaglio, nel nuovo corso per creator annunciato dalla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti insieme a Flatmates, che dice più di qualsiasi presentazione: tra gli otto moduli previsti ce n'è uno dedicato allo scenario legale e normativo della creator economy, affidato a un avvocato. Non un seminario di contorno, ma una delle colonne del programma, al pari della produzione e del linguaggio visivo.

di Admin· 5 min di lettura

C'è un dettaglio, nel nuovo corso per creator annunciato dalla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti insieme a Flatmates, che dice più di qualsiasi presentazione: tra gli otto moduli previsti ce n'è uno dedicato allo scenario legale e normativo della creator economy, affidato a un avvocato. Non un seminario di contorno, ma una delle colonne del programma, al pari della produzione e del linguaggio visivo.

È il segnale che il percorso — al via a gennaio, articolato su otto weekend per un totale di cento ore, dal venerdì pomeriggio al sabato — nasce con un'idea precisa: chi fa contenuti non ha solo bisogno di imparare a montare, ma di capire contratti, obblighi e responsabilità. Un tema che nel mercato italiano continua a essere affrontato tardi, quasi sempre dopo il primo problema.

Otto moduli, otto output

L'impianto didattico è costruito perché ogni modulo produca qualcosa di concreto, non solo nozioni. Si parte dalla costruzione dell'identità autoriale — cioè dalla domanda, tutt'altro che scontata, su cosa si vuole raccontare e con quale voce — e si attraversano la produzione con strumenti di intelligenza artificiale, la relazione con le piattaforme, i modelli di monetizzazione e infine la cornice legale.

Il percorso si chiude con la presentazione pubblica di un progetto editoriale sviluppato lungo tutta la durata del corso, discusso davanti a una giuria composta da docenti e ospiti esterni. È una logica da portfolio più che da attestato: quello che resta in mano a chi partecipa non è un certificato, ma un format su cui aver lavorato per mesi con una supervisione.

Chi insegna

Il corpo docente mescola creator in attività, professionisti della produzione e competenze specialistiche. Ci sono Alessandro Mininno e, tra gli youtuber, Marcello Ascani, Giovanni Pizzigoni (GioPizzi), SlimDogs e NAM Studio, con Dada e Marcolino e Fluffy. Accanto a loro il giornalista Andrea Girolami, Fabrizio Sanbiagio di Seequence, Serena Anzaldi e Anna Bonvicini di Flatmates, l'avvocato Giacomo Moleri dello studio Spheriens e Axel Fiacco.

La composizione è in sé una dichiarazione di metodo: chi ha costruito un canale insegna accanto a chi conosce la parte produttiva e a chi presidia il fronte contrattuale. È il modello di competenze ibride che il settore chiede ormai da qualche anno, portato dentro un'aula.

Come si entra

Non ci sono limiti di età, il che allarga sensibilmente il bacino rispetto a molti percorsi rivolti solo a under 25. Per candidarsi servono il diploma, la conoscenza dell'inglese senza necessità di certificazione, un video di presentazione di trenta secondi e l'accesso ai propri profili social.

Anche questa selezione racconta qualcosa. Chiedere un video breve e i profili significa valutare le persone su ciò che già producono e su come si presentano, non su titoli formali: un criterio coerente con il mestiere a cui il corso prepara. La prima chiusura delle iscrizioni è fissata a metà novembre 2026.

Quattro webinar gratuiti prima del via

Chi vuole farsi un'idea — o semplicemente portare a casa qualcosa senza iscriversi — ha a disposizione quattro incontri online gratuiti e aperti a tutti, ogni giovedì dalle 13 alle 14, con registrazioni che resteranno poi disponibili.

Si comincia il 24 settembre con Serena Anzaldi, creator con oltre 100.000 iscritti e project manager di Flatmates Originals, sulle fasi produttive di un video per YouTube. Il 1° ottobre tocca ad Andrea Girolami, fondatore di Scrolling Infinito, sul modo di adattare un contenuto a più piattaforme senza snaturarlo. L'8 ottobre Fabrizio Sanbiagio, founder e ceo di Seequence, affronta regia, montaggio e linguaggio visivo dei contenuti digitali.

Il 22 ottobre chiude Alessandro Mininno, head of business development e cofondatore di Flatmates, con l'incontro che dovrebbe interessare di più chi sta cercando di trasformare un'attività in un reddito: da dove arrivano davvero i ricavi di un creator e come si mette un prezzo al proprio lavoro. Un tema su cui, in Italia, la formazione strutturata è ancora quasi inesistente e su cui ci si muove in gran parte per passaparola.

Gli organizzatori precisano che i webinar non funzionano come vetrina del corso: ogni appuntamento affronta un argomento circoscritto con chi lo pratica quotidianamente, e restituisce materiale utilizzabile anche a chi non proseguirà.

Perché conta

Il punto non è il singolo corso, ma il fatto che una scuola di cinema pubblica riconosca il lavoro da creator come una professione da insegnare con la stessa serietà con cui si insegnano regia o sceneggiatura. Per chi lavora nel settore — creator, talent manager, agenzie — è un passaggio che sposta il piano del discorso: dalla discussione su quanto un creator sia "un vero mestiere" alla costruzione di una filiera formativa che produca professionisti già consapevoli di prezzi, diritti e vincoli contrattuali.