Se lavori con i brand, sai quanto tempo si perde tra una mail e l'altra: brief da chiarire, bozze da inviare, approvazioni da inseguire, fatture da sollecitare. È su questo terreno che Vidoser gioca la partita con la nuova versione della sua piattaforma di creator marketing, presentata come una soluzione completa per brand e agenzie che vogliono gestire le campagne in un unico ambiente, dalla scelta dei talent fino al pagamento.
Cosa cambia per chi crea contenuti
Il primo cambiamento da guardare, dal punto di vista di un creator, si chiama Open Collab. Si tratta di campagne on-demand in cui sono i creator stessi a candidarsi spontaneamente. In pratica non si resta solo in attesa di essere contattati: si può proporsi per le collaborazioni aperte e farsi valutare dal brand.
C'è poi la parte di scouting. La piattaforma integra un motore di ricerca basato su intelligenza artificiale che incrocia più elementi: geolocalizzazione, dati demografici, performance e analisi dei video. Al momento attinge al database interno di creator verificati, ma è previsto a breve l'arrivo di dati provenienti dai social esterni. Tradotto: essere nel database con un profilo verificato e contenuti ben leggibili dall'AI diventa un vantaggio competitivo concreto per essere trovati.
Dal brief al pagamento, tutto nello stesso hub
La seconda funzione, Collab Management, raccoglie in un unico hub le fasi operative di ogni collaborazione: briefing, approvazione dei contenuti e pagamenti. Dentro ci sono tre strumenti di supporto, cioè un Brief Generator, un Video Analyzer e una funzione di trascrizione dei video.
Per i creator questo significa, almeno sulla carta, meno passaggi dispersi e un percorso più tracciabile: chi ha approvato cosa, a che punto è il pagamento, quali indicazioni erano state date nel brief. Sono dettagli che spesso fanno la differenza tra una collaborazione fluida e una piena di ritardi.
Gli agenti AI per le campagne
La novità più ambiziosa si chiama AI Campaign ed è disponibile in open beta. Funziona con agenti di intelligenza artificiale che coordinano le diverse fasi di una campagna partendo da una descrizione iniziale fornita dal brand. È un segnale chiaro della direzione del settore: l'automazione non si limita più a supportare singole attività, ma prova a orchestrare l'intero flusso di lavoro.
Per chi produce contenuti, è una tendenza da osservare con attenzione. Se i brand iniziano a impostare le campagne a partire da una descrizione e da agenti che selezionano e coordinano, la qualità e la chiarezza del proprio profilo, dei propri dati e dei propri video pesano ancora di più.
Un mercato che continua a crescere
Il lancio arriva in un contesto di investimenti in forte espansione. Secondo i dati citati da Media Key, nel 2026 la spesa in influencer marketing dovrebbe raggiungere i 30,5 miliardi di dollari in Europa e i 40,5 miliardi a livello globale. Più budget significa più campagne da gestire e, di conseguenza, più bisogno di strumenti che mettano ordine nel processo, soprattutto per le agenzie che coordinano molti creator contemporaneamente.
Per le aziende di dimensioni maggiori, Vidoser prevede inoltre un servizio enterprise: un team di esperti affianca il cliente dalla definizione della strategia fino all'esecuzione delle campagne.
Le parole del team
Alessandro La Rosa, CEO di Vidoser, descrive l'obiettivo come la costruzione di un vero sistema operativo all'altezza delle sfide che il creator marketing deve affrontare oggi in Europa. Raffaele Barone, CTO e co-founder, sottolinea che il prodotto viene sviluppato attorno all'intelligenza artificiale. Nell'annuncio compare anche Luca Sbampato, Head of Product & Growth.
Cosa portarsi a casa
Per brand e agenzie, la promessa è ridurre la frammentazione degli strumenti. Per i creator, i punti da tenere d'occhio sono tre: la possibilità di candidarsi alle campagne aperte, l'importanza di avere un profilo verificato e ben documentato per comparire nelle ricerche basate su AI, e un flusso di approvazioni e pagamenti più tracciabile. Resta da vedere come queste funzioni si tradurranno nell'esperienza quotidiana, ma la direzione è chiara: più dati, più automazione e un ruolo sempre più centrale per i profili ben strutturati.