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Instagram paga fino a 500.000 dollari ai creator per i video lunghi su Features: basterà per convincerli?

Secondo Business Insider, Meta offre da 50.000 a 500.000 dollari ad alcuni creator per pubblicare su Features, il nuovo formato fino a 90 minuti. Per chi crea resta il nodo: senza una quota ricavi, il confronto con YouTube è difficile.

di Alessandro· 3 min di lettura

Un assegno da 50.000 dollari per cominciare, fino a 500.000 per i nomi più grandi: è quanto, secondo Business Insider, Instagram avrebbe offerto ad alcuni creator per pubblicare video lunghi su Features, il nuovo prodotto di Meta. Un modo per accendere l'interesse attorno a un formato che, per ora, offre ai creator pochi motivi per essere scelto.

Cos'è Features e perché servono incentivi

Instagram ha da poco avviato i primi test di Features, che permette di pubblicare video fino a 90 minuti. Il problema, rileva Social Media Today, è economico: i creator hanno poche ragioni per usare il formato lungo, perché il Partner Program di YouTube offre un potenziale di guadagno molto più alto.

Lo ha riconosciuto lo stesso Adam Mosseri, responsabile di Instagram, in un post su Threads: «the economics matter a ton», ha scritto, spiegando che il suo team sta esplorando diverse opzioni per aiutare chi produce contenuti lunghi a essere pagato.

Il primo passo: pagamenti una tantum ai grandi nomi

Secondo Business Insider, la prima mossa è una serie di pagamenti singoli a creator di grande richiamo. A una selezione di profili sarebbero stati proposti 50.000 dollari per pubblicare video lunghi su Features; ad altri accordi a sei cifre, in alcuni casi fino a 500.000 dollari.

Meta non ha confermato né smentito le cifre. Un portavoce ha però dichiarato che l'azienda sta finanziando direttamente contenuti su Features con alcuni creator e che è entusiasta di vederli andare online.

Il precedente di IGTV

Per l'autore dell'articolo di Social Media Today, i pagamenti anticipati difficilmente generano un interesse duraturo. Il precedente è IGTV: nel 2021, secondo Marketing Dive, Meta annunciò che avrebbe pagato 1 miliardo di dollari ai creator nel 2022, compresi compensi speciali per chi consentiva annunci nei contenuti IGTV. L'operazione non produsse un interesse stabile: già all'inizio del 2022 Meta si stava muovendo per chiudere l'app autonoma di IGTV.

Lo stesso schema, osserva l'articolo, vale per altre piattaforme. All'inizio del 2026, ad esempio, X ha offerto un premio da 175.000 dollari a chi avesse usato Grok per creare la propria versione del film «The Odyssey». Promozioni una tantum di questo tipo di solito generano un picco di post, ma raramente un aumento duraturo di pubblicazioni o visualizzazioni.

I numeri a confronto: YouTube contro Instagram

Il divario di monetizzazione è fotografato da un'analisi di VidIQ citata nell'articolo. La quota pubblicitaria di YouTube paga di norma tra 1 e 10 dollari ogni 1.000 visualizzazioni di contenuti long-form. Su Instagram, la monetizzazione basata solo sulle views è «effettivamente zero» senza un accordo con un brand. I creator con oltre un milione di iscritti su ciascuna piattaforma guadagnano in media circa 50.000 dollari al mese su YouTube e tra 5.000 e 15.000 su Instagram.

Cosa significa per chi crea contenuti

Per un creator, la prima lezione è di prudenza: un compenso iniziale non è un modello di ricavi. Se si valuta di portare contenuti lunghi su Features, conviene chiedersi che cosa succederà quando l'incentivo finisce. Finché non ci sarà un sistema di revenue sharing stabile, la conclusione dell'autore è che il formato lungo faticherà a risultare attraente per molti.

Per chi già produce contenuti lunghi, Features resta un formato da osservare con attenzione: i test sono agli inizi e, come ammette lo stesso Mosseri, il tema dei compensi è ancora aperto.

La seconda riguarda brand e agenzie: i dati di VidIQ ricordano che, su Instagram, il valore per un creator passa ancora molto dalle collaborazioni con i marchi. Chi costruisce campagne con video lunghi dovrebbe tenerne conto nelle trattative, sapendo che la piattaforma sta cercando contenuti e che il quadro dei compensi potrebbe cambiare, come lascia intendere Mosseri parlando di nuove opzioni allo studio.