Il mercato delle agenzie che lavorano con i creator continua a consolidarsi. Secondo Adweek, SAMY, gruppo con sede a Madrid, ha rilevato Get Engaged, agenzia statunitense di social e influencer marketing, con un'operazione in contanti e azioni il cui valore si colloca nella fascia bassa delle nove cifre ("low nine figures").
I termini dell'accordo
I fondatori di Get Engaged manterranno quote significative nella società risultante. Alex Dermer assume il ruolo di CEO e guiderà Get Engaged come base delle attività statunitensi di SAMY. L'agenzia conserva tutti i fondatori, il personale e i rapporti con i clienti.
Per SAMY l'operazione offre una presenza solida negli Stati Uniti e relazioni con i creator locali. Per Get Engaged significa invece accesso a dati, tecnologia e capacità di intelligenza artificiale del gruppo.
Chi sono le due agenzie
Get Engaged è nata nel 2016 per iniziativa di Alex Dermer, Cam Fordham e Ben Hiott. Opera in quattro città americane, Atlanta, New York, Nashville e Los Angeles, e conta oltre 120 dipendenti. Secondo Adweek è in attivo fin dal primo anno e tra i clienti ha Sephora, Raising Cane's e DoorDash.
SAMY ha circa 1.200 dipendenti in 20 uffici e lavora con marchi come L'Oréal, Barilla, Microsoft e Unilever.
Le dichiarazioni dei fondatori
Cam Fordham ha dichiarato: "Capiamo la cultura, come i contenuti si muovono su internet e che cosa ha probabilità di funzionare o di fallire". Ben Hiott ha aggiunto che il social sta diventando il centro del modo in cui i marchi costruiscono il proprio business e che i clienti chiedono ogni anno di fare di più. Fordham ha poi sottolineato che i rapporti migliori danno più dell'accesso: danno la fiducia per realizzare un'idea più grande.
Perché riguarda i creator
Le acquisizioni tra agenzie non sembrano una notizia lontana dal lavoro quotidiano di chi crea contenuti, ma possono cambiare le regole del gioco. Quando un'agenzia indipendente entra in un gruppo globale, tende ad avere più budget da gestire, più strumenti di misurazione e più clienti da servire. Per i creator questo può tradursi in campagne più ampie e in processi più standardizzati.
Allo stesso tempo, la dimensione porta più peso contrattuale nelle trattative. Conviene quindi controllare con attenzione condizioni di pagamento, esclusive, durata e diritti d'uso, soprattutto se l'agenzia che gestisce la collaborazione cambia assetto proprietario. Un rapporto personale con un referente può restare, ma i termini contrattuali vanno riletti.
C'è infine un messaggio sul valore attribuito al settore: un'operazione a nove cifre su un'agenzia con circa 120 persone indica che gli investitori vedono nel social e nell'influencer marketing una quota crescente della spesa dei brand. Per creator e talent manager è un invito a presentarsi alle agenzie con dati chiari su pubblico, risultati e competenze, perché la concorrenza per i profili davvero efficaci è destinata a crescere.