EDIZIONE ITALIA
NewsletterEventi
● In diretta dai creator

Le storie del giorno

tocca per aprire →
← Home
Campagne ·

Quando il prodotto non si vede: la rete di creator costruita da Murphy's Naturals sulle abitudini all'aperto

Un repellente per insetti pone ai creator un problema che vale la pena studiare anche fuori dalla sua categoria: la protezione è invisibile. Si può filmare uno spray applicato sulla pelle, un bastoncino di incenso acceso, un dispositivo appoggiato sul patio, ma il beneficio non si mostra. Murphy's Naturals, marchio statunitense a base vegetale, ha risposto spostando il racconto su ciò che accade prima: i genitori che preparano i figli per il campo estivo, gli escursionisti che sistemano l'attrezzatura, le famiglie che organizzano il weekend al lago, i clienti Costco che fanno scorta per l'estate.

di Antonio· 3 min di lettura

Un repellente per insetti pone ai creator un problema che vale la pena studiare anche fuori dalla sua categoria: la protezione è invisibile. Si può filmare uno spray applicato sulla pelle, un bastoncino di incenso acceso, un dispositivo appoggiato sul patio, ma il beneficio non si mostra. Murphy's Naturals, marchio statunitense a base vegetale, ha risposto spostando il racconto su ciò che accade prima: i genitori che preparano i figli per il campo estivo, gli escursionisti che sistemano l'attrezzatura, le famiglie che organizzano il weekend al lago, i clienti Costco che fanno scorta per l'estate.

È una scelta che risolve tre domande in pochi secondi di video — quando si usa, dove sta, a chi serve — senza obbligare il creator a una spiegazione lunga. E associa il prodotto all'attività che segue: escursioni, campeggio, giardinaggio, gioco all'aperto. La protezione diventa il passaggio pratico che rende possibile l'esperienza.

Quattro tipi di creator, quattro funzioni diverse

La costanza dell'ambientazione consente al brand di lavorare su categorie di creator molto diverse senza che la strategia risulti frammentata.

I creator family inseriscono il prodotto nella routine di preparazione genitoriale: profili come Sasha Dubè lo collocano dentro la maternità e la vita all'aperto in famiglia, Mountain Mothering lo lega a un'infanzia a contatto con la natura, Ordinary Papa lo introduce attraverso il racconto della paternità contemporanea. Il loro contenuto svolge più compiti insieme: presenta il marchio, spiega l'uso e colloca la raccomandazione dentro una relazione già consolidata con il pubblico.

I creator outdoor e travel portano un tipo di credibilità differente. I contenuti di hiking e campeggio di Bee Corrado danno alla protezione da zanzare e zecche una ragione evidente di esistere; Nomad Maddie colloca gli stessi prodotti nel van life e nei giorni sul sentiero. È l'ambiente abituale a fornire il contesto che una dimostrazione diretta non riuscirebbe a costruire.

I profili low-tox e wellness posizionano invece il marchio come alternativa dentro una categoria già nota, spesso inserendolo tra gli essenziali dell'estate o confrontandolo con prodotti convenzionali. Qui la fonte segnala un rischio concreto per chi scrive i contenuti: formule come "non tossico", "chemical-free" o "tutto naturale" possono spingersi oltre ciò che l'azienda è in grado di sostenere, mentre la descrizione corretta resta il posizionamento plant-based e l'elenco degli ingredienti attivi.

Infine i creator retail avvicinano la raccomandazione all'acquisto, mostrando dove trovare il prodotto e come è confezionato. Un video dedicato ai prodotti per la casa da Costco, che affiancava Murphy's ad altri marchi e invitava a chiedere la lista della spesa, è risultato il post più coinvolgente del brand.

Cosa dicono i numeri

L'analisi condotta con HypeAuditor sulle menzioni Instagram degli ultimi sei mesi restituisce una rete più larga di un roster sponsorizzato tradizionale: 53 menzioni da 33 account, con cinque post di tre creator classificati come sponsorizzati, pari al 9,4% delle menzioni tracciate. Tutti e tre appartenevano alla fascia mid-tier del segmento family.

Il resto della rete spazia da nano a macro influencer e comprende travel, lifestyle, low-tox, retail e contenuti "American made". Suggerisce un gruppo pagato relativamente ristretto immerso in un insieme più ampio di seeding, earned e raccomandazioni potenzialmente spontanee — con l'avvertenza che le classificazioni sono modellate e un'etichetta "organico" non esclude gifting o altri rapporti commerciali.

I Reel valgono il 69,8% dei contenuti, formato che si presta alla sequenza problema-applicazione-attività. Il pubblico risulta prevalentemente femminile e statunitense. La reach stimata complessiva è di 463.900, di cui 165.800 legate a post sponsorizzati. Le performance sono però molto disomogenee: il solo video sul confronto Costco ha generato 56.700 like e 2.800 commenti, più della metà dell'engagement dell'intero campione. Un dato che mostra il potenziale della scoperta guidata dal retail, ma che rende quel post un pessimo parametro di riferimento.

Il limite che resta

L'analisi descrive la forma della visibilità, non il suo effetto commerciale: non collega l'attività dei creator a costi di acquisizione, vendite attribuibili nel retail o riacquisti. È lo stesso punto cieco che molte agenzie si trovano a gestire quando devono difendere un budget.

Sullo sfondo c'è un'azienda che ha costruito le condizioni perché quel contenuto funzioni: distribuzione nazionale da Target a Costco, Walmart, Lowe's e Home Depot, circa l'80-85% della produzione portata internamente e quasi il 90% negli Stati Uniti, uno stabilimento di 140mila piedi quadrati a Raleigh, un round di serie B da 8 milioni di dollari guidato da Point King Capital nel 2024. E una gamma allargata a salviette, balsami, candele, incenso e ricariche, che moltiplica le occasioni di brief e i motivi per riacquistare.