Per un creator emergente, uno dei passaggi più difficili non è produrre contenuti, ma trovare il modo di farsi notare dai professionisti che possono trasformarli in una carriera. È proprio a questo snodo che guarda il Premio PLAY Festival, la manifestazione dedicata ai talenti digitali che il 27 settembre torna a Roma, al Talent Garden Ostiense, per la sua settima edizione: una giornata di formazione, talk e networking pensata per mettere in contatto i nuovi autori con l'industria dell'audiovisivo.
Un festival costruito attorno ai talenti emergenti
Nata nel 2020, la kermesse si presenta come la prima in Italia ad aver dato visibilità in modo strutturato ai creator digitali emergenti. Negli anni ha portato sul palco nomi diventati poi riconoscibili al grande pubblico, tra cui Cucina con Ruben, Piero Armenti, Simone Cicalone, Le Coliche, Leonardo Bocci e Adriano Moretti. Dopo le oltre 200 candidature raccolte nel 2025, l'edizione 2026 amplia occasioni e contenuti proprio per favorire l'incontro tra chi crea e chi opera professionalmente nel settore.
"I creator non sono più solo protagonisti dei social, ma autori e professionisti capaci di creare nuovi linguaggi, community e opportunità", spiega Giacomo Sisca, fondatore e direttore artistico del festival, che descrive PLAY come uno spazio in cui i nuovi talenti possano incontrarsi, crescere e dialogare direttamente con le diverse realtà dell'audiovisivo.
Il contesto: la creator economy entra nell'industria culturale
L'appuntamento romano arriva in un momento in cui la creazione di contenuti digitali viene sempre più riconosciuta come parte integrante dell'industria culturale e audiovisiva. Un segnale in questa direzione è arrivato anche dalla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, che nell'ultima edizione ha ospitato un evento ufficiale dedicato all'incontro tra creator e audiovisivo.
A dare la misura del fenomeno sono i numeri citati dagli organizzatori: in Italia si contano oltre 25mila imprese nate attorno alla creazione di contenuti digitali, con una crescita del 185% in dieci anni tra videomaker, influencer, creator e nuove professionalità legate alla produzione. Un tessuto economico in espansione, che rende sempre più utili occasioni di formazione e confronto strutturato come quella proposta dal festival.
Programma, premi e format
La giornata attraverserà i temi più attuali per chi lavora con i contenuti: l'evoluzione del video podcast, le sfide poste da deepfake, avatar e voci sintetiche, la costruzione di portfolio e proposte commerciali, le responsabilità legate all'intelligenza artificiale, alla trasparenza pubblicitaria e alle regole del mercato digitale, oltre al ruolo dell'audiovisivo nel raccontare la società contemporanea.
La chiusura sarà affidata alla cerimonia del Premio PLAY 2026, con la proclamazione dei migliori contenuti digitali emergenti nelle categorie Vlog, Film & Docu, Short e Podcast & Talk. Il meccanismo di selezione ha una particolarità che parla direttamente ai creator: i progetti selezionati accedono alla finale e gli stessi finalisti diventano giurati, partecipando alla scelta dei vincitori.
Sul fronte del sostegno, l'evento è patrocinato dall'Unione Editori e Creators Digitali di ANICA. "Il patrocinio a questo premio rientra perfettamente nella nostra mission di valorizzare e promuovere la creator economy", dichiara il presidente Carlo Rodomonti, sottolineando come il festival nasca dall'esperienza di chi questo mondo lo vive ogni giorno. SanDisk affianca la manifestazione come sponsor, mentre tra i partner figurano Octa, il Festival del Podcasting, ASSIPOD.org e Podstar; Fortune Entertainment è media partner, con il curatore editoriale Pier Paolo Mocci che descrive PLAY come un osservatorio sulla creatività della creator economy e sulle professionalità emergenti.
Perché interessa a chi crea contenuti
Al di là della singola giornata, il Premio PLAY racconta una tendenza precisa: la creator economy italiana sta costruendo i propri luoghi di incontro istituzionali, con patrocini, premi e filiere riconosciute. Per un creator alle prime armi, eventi come questo offrono qualcosa di concreto: visibilità davanti a chi lavora nell'industria, occasioni di networking con agenzie e produttori, e un contesto in cui la professione viene trattata come un percorso serio e non come un fenomeno passeggero. Per talent manager e brand, invece, sono un'occasione per intercettare in anticipo i talenti destinati a diventare i protagonisti di domani. L'ingresso all'evento è gratuito previa prenotazione.