Per anni la parola d'ordine della creator economy è stata "reach": quanti occhi vede un contenuto. La notizia arrivata da Seattle sposta l'accento altrove, sul lato che interessa di più a chi vive di collaborazioni: quanto quel contenuto vende, e come si misura. La startup Levanta ha chiuso una Series B da 22 milioni di dollari guidata da Volition Capital, con l'obiettivo dichiarato di costruire l'"infrastruttura" del creator commerce.
Cosa fa davvero Levanta
Il prodotto è, nella sostanza, un ponte tra brand e creator. La piattaforma permette a un'azienda di trovare creator, spedire loro i prodotti, impostare le commissioni di affiliazione, tracciare le vendite generate e gestire i pagamenti. Il brand può proporre prodotti da recensire o promuovere, pagare una commissione quando i link generano acquisti oppure chiudere accordi a compenso fisso.
La differenza rispetto al classico "post sponsorizzato" sta tutta lì: il valore non si ferma alla visibilità, ma viene legato — e misurato — alla vendita. Secondo i dati diffusi dall'azienda, sulla piattaforma ci sono oggi più di 90.000 creator verificati.
Da Amazon a un ecosistema multi-marketplace
Levanta è nata nel 2023 concentrandosi sui venditori Amazon, il terreno più naturale per l'affiliazione di prodotto. Da lì si è allargata a Walmart e Shopify, tracciando le performance e gestendo i pagamenti attraverso i diversi canali. La crescita, riporta GeekWire, è del 80% anno su anno nel 2026.
Con i nuovi capitali l'azienda punta a portare sulla piattaforma altri marketplace e a spingere sull'espansione internazionale: un dettaglio non banale per i creator, perché più canali coperti significano più occasioni di monetizzare lo stesso contenuto su cataloghi diversi.
Chi c'è dietro (e perché conta)
A guidare Levanta è il ceo e co-fondatore Ian Brodie, affiancato dal cto Spencer McKenney e dal chief marketplace officer Rob Schab, tutti e tre laureati alla University of Washington. Non sono alla prima esperienza: avevano già fondato Grovia.io, società di affiliate marketing acquisita da Acceleration Partners nel 2022.
C'è un dato che spicca in un settore abituato a bruciare cassa: con oltre 100 dipendenti, Levanta si dichiara profittevole o vicina al pareggio fin dal lancio. Parte della nuova raccolta, spiega Brodie a Business Insider, è servita anche a garantire liquidità ad alcuni dipendenti idonei. Volition Capital, che guida questo round, aveva già guidato la Series A da 20 milioni nel 2024: con quest'ultima operazione il totale raccolto supera i 43 milioni. Tra i finanziatori precedenti figurano Long Run Capital, OpenSky Ventures e Ryan Frazier, ceo di Arrived Homes.
La logica: infrastruttura, non solo matchmaking
"Ogni marketplace ha migliaia di venditori che vogliono più clienti, e ci sono milioni di creator e affiliati capaci di portarli", ha dichiarato Brodie nel comunicato. Il pezzo mancante, secondo lui, è proprio l'infrastruttura che collega le due parti, gestisce l'economia dello scambio e misura con precisione cosa succede. È la visione che l'azienda chiama "Creator Commerce Media".
Il contesto aiuta a capire perché gli investitori ci scommettono. Già nel 2023 Goldman Sachs stimava che la creator economy potesse avvicinarsi a mezzo trilione di dollari entro il 2027: numeri che spingono i brand a trattare i creator non più come semplice spazio pubblicitario, ma come un canale di vendita a tutti gli effetti.
Perché interessa a creator e agenzie
Per chi crea contenuti, il messaggio è duplice. Da un lato, il denaro degli investitori si sta muovendo verso la parte "performance" della monetizzazione: strumenti che pagano in base alle vendite reali, non solo alla portata stimata. Questo apre spazio ai creator capaci di dimostrare un impatto concreto sul fondo del funnel, anche a chi non ha numeri da mega-influencer ma converte bene.
Dall'altro, la standardizzazione dell'affiliate — tracciamento affidabile, pagamenti gestiti, commissioni chiare — riduce l'attrito che finora ha reso l'affiliazione un ginepraio per molti. Per talent manager e agenzie significa poter costruire proposte ibride, mescolando compensi fissi e commissioni, con dati verificabili su cui trattare. In un mercato che chiede sempre più prove di ritorno, chi sa vendere — e dimostrarlo — parte avvantaggiato.