EDIZIONE ITALIA
NewsletterEventi
● In diretta dai creator

Le storie del giorno

tocca per aprire →
← Home
Agenzie ·

Dentsu e Meta cablano l'attivazione dei creator su scala industriale

Per un creator, la vera notizia non è l'ennesimo accordo tra colossi, ma la velocità con cui potrebbe arrivare la prossima proposta di collaborazione. L'intesa annunciata il 7 luglio tra Dentsu e Meta punta infatti a comprimere in poche ore un processo — individuazione, contratto, messa online dell'adv — che oggi richiede giorni.

di Redazione· 5 min di lettura

Per un creator, la vera notizia non è l'ennesimo accordo tra colossi, ma la velocità con cui potrebbe arrivare la prossima proposta di collaborazione. L'intesa annunciata il 7 luglio tra Dentsu e Meta punta infatti a comprimere in poche ore un processo — individuazione, contratto, messa online dell'adv — che oggi richiede giorni.

Il gruppo pubblicitario giapponese integrerà il Creator Marketplace e i Partnership Ads di Meta (la casa madre di Instagram, Threads e Facebook) dentro il proprio sistema operativo Dentsu.connect, attraverso una partnership basata su API. In pratica, chi lavora nei team dell'agenzia potrà gestire nello stesso cruscotto tre attività finora separate: ascolto delle conversazioni social, selezione dei creator e attivazione delle campagne a pagamento, incrociando i dati proprietari di Dentsu con quelli della piattaforma.

Cosa cambia nella selezione

Il meccanismo consente allo staff di valutare quanto un creator sia adatto a una campagna sulla base di informazioni come numero di follower, localizzazione geografica e metriche di engagement dei video, attinte dal database di Meta. È qui che il cambiamento tocca da vicino chi crea contenuti: la scelta del profilo diventa un'operazione data-driven e semi-automatizzata, in cui contano parametri misurabili più che la relazione personale con un talent manager.

Secondo Toby Benjamin, chief media officer di Dentsu UK&I, l'obiettivo è rendere l'influencer marketing "più scalabile e prevedibile", trasformandolo in un motore di crescita dentro l'ecosistema social. La filiale britannica ha già condotto test pilota sull'integrazione, senza rivelare i clienti coinvolti. "Connettersi con quei creator, metterli sotto contratto, mandare online i paid partnership ads: prima erano giorni, ora sono ore", ha spiegato Benjamin. Dal lato Meta, Edel Horgan, global agency development lead, ha sottolineato come sia diventato "critico" che gli strumenti funzionino senza attriti dentro le piattaforme già usate ogni giorno da agenzie e brand.

La corsa alle campagne "di massa"

Il contesto spiega perché l'accordo arriva ora. Diversi grandi inserzionisti stanno spostando i budget verso eserciti di creator più piccoli: L'Oréal collabora con circa 500.000 profili all'anno, mentre Unilever ne ha attivati 50.000 per la sola campagna legata ai Mondiali. Secondo stime eMarketer citate da Digiday, i micro e nano influencer arriveranno a rappresentare quasi metà degli investimenti in influencer marketing negli Stati Uniti quest'anno.

Il problema è che pochissime aziende hanno le risorse e gli sviluppatori per costruirsi in casa i sistemi di gestione e misurazione necessari a coordinare migliaia di collaborazioni. È lo spazio in cui si inseriscono le holding pubblicitarie. "C'è un bisogno difensivo per Dentsu e le altre agenzie di fare questo", ha osservato l'analista eMarketer Max Willens: l'obiettivo è restare il punto d'ingresso dei clienti in questo mondo, evitando che si organizzino da soli.

Perché riguarda i creator

Dentsu, che già impiega diversi agenti AI per accelerare la scoperta e la selezione dei profili, ha annunciato l'intenzione di estendere il sistema ad altri mercati — a partire dagli Stati Uniti — e di siglare accordi simili con altre piattaforme.

Per chi crea contenuti, il messaggio è duplice. Da un lato si aprono più occasioni: la macchina delle campagne di massa ha bisogno di un flusso costante di micro e nano creator, e la barriera d'ingresso legata alla "conoscenza giusta" in agenzia si abbassa. Dall'altro, la selezione tende a diventare una funzione di parametri: follower, area geografica, tasso di interazione. Presidiare quei dati — e costruire una nicchia riconoscibile che li renda leggibili a un algoritmo di matching — diventa parte del mestiere tanto quanto la qualità del contenuto. La partita, per i creator, si gioca sempre più sulla capacità di rendersi "trovabili" dentro sistemi che decidono in fretta e su larga scala.

Dentsu e Meta cablano l'attivazione dei creator su scala industriale — CreatorMarketing.it