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"The Power of Influence": l'industria pubblicitaria italiana si interroga su chi influenza davvero

Quando le quattro associazioni che rappresentano l'industria pubblicitaria italiana scelgono "The Power of Influence" come tema del proprio evento annuale, la notizia non riguarda solo il calendario fieristico. Riguarda il vocabolario con cui il mercato ha deciso di descrivere sé stesso.

di Alessandro· 3 min di lettura

Quando le quattro associazioni che rappresentano l'industria pubblicitaria italiana scelgono "The Power of Influence" come tema del proprio evento annuale, la notizia non riguarda solo il calendario fieristico. Riguarda il vocabolario con cui il mercato ha deciso di descrivere sé stesso.

È quello che succederà il 28 e 29 ottobre all'Allianz MiCo di Milano, dove va in scena la terza edizione di Intersections. La manifestazione è promossa da IAB Italia, ADCI, UNA e UPA, a cui quest'anno si aggiunge ASSIRM, l'associazione che rappresenta ricerche di mercato, sondaggi e ricerca sociale.

La domanda che tiene insieme il programma

L'impostazione dichiarata è capire come sta cambiando il concetto di influenza in un mercato dove creatività, dati, contenuti e intelligenza artificiale si intrecciano sempre più. Sul palco si confronteranno brand, agenzie, media, piattaforme e professionisti di un settore che negli ultimi anni ha cambiato pelle in fretta.

La domanda di fondo, come la sintetizza La Gazzetta del Pubblicitario, è una sola: chi riesce davvero a influenzare le persone, e con quali strumenti.

Per chi lavora nella creator economy è una formulazione interessante, perché lascia la risposta aperta. Non dà per scontato che l'influenza stia dove stava dieci anni fa, ma nemmeno che si sia spostata definitivamente altrove.

Due giorni, quattro temi caldi

Il programma completo non è ancora stato diffuso, ma la struttura sì: keynote, workshop e palchi tematici distribuiti sulle due giornate, dedicati a intelligenza artificiale, creator economy, entertainment e retail media.

Il fatto che la creator economy abbia un proprio spazio tematico, accanto a AI e retail media, è di per sé un indicatore: non è più una sessione laterale dentro il capitolo "digital", ma uno dei quattro assi su cui l'industria si organizza.

La sera del 29 ottobre torneranno inoltre gli ADCI Awards, appuntamento centrale per la creatività italiana.

I nomi già annunciati

Tra gli ospiti internazionali figura Stefan Sagmeister, uno dei designer più noti della scena globale, insieme a Neil Patel, co-founder di NP Digital, ed Evan Shapiro, media cartographer conosciuto per le sue analisi sull'evoluzione del sistema dei media.

Il capitolo intelligenza artificiale è affidato a Caroline Giegerich, Vice President AI di IAB US, che parlerà dell'impatto dell'AI su advertising e marketing insieme a Graham Wilkinson, Digiday AI Leader 2025 e oggi Chief Innovation Officer di Doceree.

Sul fronte italiano interverrà Massimo Banzi, co-founder di Arduino e fondatore di Supermoderno, con un intervento che partirà da alcune tappe della storia dell'innovazione tecnologica e guarderà oltre il perimetro pubblicitario.

C'è poi un incontro che merita attenzione particolare da questo osservatorio: quello tra Amalia Ercoli Finzi, professoressa onoraria del Politecnico di Milano e pioniera dell'ingegneria aerospaziale italiana, sua figlia Elvina Finzi e Andrea Moccia, fondatore e direttore editoriale di Geopop. La conversazione toccherà spazio, tecnologia, divulgazione e rapporti familiari.

Che un progetto editoriale nato come divulgazione digitale si sieda allo stesso tavolo di una figura storica della ricerca italiana dice qualcosa sul percorso di legittimazione che i creator di contenuti verticali stanno completando in Italia.

Il vodcast che allunga l'evento

Intersections prova anche a estendere la propria durata oltre le due giornate milanesi. Nelle prossime settimane partirà "Voices of Influence", un vodcast condotto da Emanuele Landi che ospiterà alcuni degli speaker della manifestazione, anticipando parte dei temi che verranno poi portati sul palco.

È una scelta che vale la pena notare per il metodo prima ancora che per il contenuto: un evento di industry che costruisce community con un formato da creator, invece che con un comunicato stampa e un countdown.

Cento partner: cosa dice il parterre

La misura più concreta dello stato di salute della manifestazione arriva dai numeri commerciali: saranno oltre cento tra sponsor, espositori, media partner e partner tecnici.

Tornano come Main Sponsor EY Studio+, Google e Rai Pubblicità. Tra i Diamond Sponsor figurano Amazon Ads, FCP, Mondadori Digital e Publitalia '80, mentre Accenture Song, Disney Advertising, Italiaonline, NP Digital e The Trade Desk compaiono tra i Platinum.

È un elenco che mescola piattaforme globali, concessionarie televisive tradizionali e società di consulenza. Esattamente il tipo di convivenza che rende Intersections un buon punto di osservazione per capire dove si stia spostando il budget.

Perché segnarselo in agenda

Per creator, talent manager e agenzie specializzate, l'appuntamento vale soprattutto come termometro. Un conto è discutere di influenza dentro il perimetro della creator economy, dove il valore dei creator è dato per acquisito; un altro è vederlo diventare il tema centrale del principale evento della comunicazione italiana, davanti a una platea di investitori pubblicitari e concessionarie.

Mancano ancora settimane e diversi nomi da annunciare. Ma la cornice è già leggibile, e il punto di domanda con cui l'industria ha scelto di aprire i lavori è, quest'anno, casa nostra.