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Meta apre ai pagamenti in stablecoin: nuove opzioni di incasso per i creator (e per chi compra adv)

Per chi lavora con la monetizzazione sulle piattaforme, la voce "come vengo pagato" conta quanto quella "quanto vengo pagato". Ed è proprio su quel fronte che Meta ha introdotto una novità: la possibilità di gestire una parte dei flussi di denaro in criptovaluta, sia in ingresso per i creator sia in uscita per gli inserzionisti.

di Antonio· 5 min di lettura

Per chi lavora con la monetizzazione sulle piattaforme, la voce "come vengo pagato" conta quanto quella "quanto vengo pagato". Ed è proprio su quel fronte che Meta ha introdotto una novità: la possibilità di gestire una parte dei flussi di denaro in criptovaluta, sia in ingresso per i creator sia in uscita per gli inserzionisti.

Cosa è cambiato, in concreto

Sul versante pubblicitario, Meta consente ora di pagare le proprie campagne usando una stablecoin, nello specifico USDC. L'azienda supporta qualsiasi wallet compatibile con questa valuta, inclusi i più diffusi come MetaMask, Coinbase e Binance. Il meccanismo, come spiegato dalla stessa Meta, è più semplice di quanto sembri: quando si paga in USDC, un partner di pagamento esterno converte la stablecoin nella valuta locale, salda l'importo con Meta e il credito viene poi accreditato automaticamente sul saldo dell'account pubblicitario.

Il tassello che interessa più direttamente chi crea contenuti è però un altro: già nel corso dell'anno Meta aveva aperto ai creator la possibilità di essere pagati in criptovaluta all'interno del proprio percorso di monetizzazione. È un dettaglio che sposta il tema dal marketing agli incassi veri e propri, e che potenzialmente riguarda chiunque generi ricavi sulle piattaforme dell'azienda.

Un ritorno prudente dopo il flop di Libra

Questa apertura arriva dopo anni difficili per Meta sul terreno delle criptovalute. Il tentativo di lanciare una propria valuta digitale — il progetto poi ribattezzato Diem, erede della controversa Libra — si era arenato, e l'azienda è rientrata nel settore con molta cautela.

La linea comunicata è netta: Meta non intende creare una propria stablecoin né rientrare in prima persona nel mondo crypto. "Meta non emette, non vende e non custodisce stablecoin", ha dichiarato la società, precisando di limitarsi a collaborare con fornitori di pagamento terzi per abilitare queste transazioni. Quando, a inizio anno, erano comparse le prime opzioni di cripto-pagamento per i creator, non erano mancate le speculazioni su un possibile rilancio di un sistema di pagamenti proprietario: oggi quello scenario appare accantonato.

Perché le piattaforme puntano ai pagamenti interni

Per capire l'interesse verso queste soluzioni conviene guardare al quadro più ampio. L'idea di fondo è che i pagamenti integrati possano trasformare un social in un ecosistema chiuso, dove interazione, shopping in-stream e persino servizi bancari convivono nella stessa app, aumentando il valore della piattaforma per gli utenti.

È la strada che sta esplorando X con X Money, il suo sistema di pagamenti interno, di recente reso disponibile agli utenti paganti. L'obiettivo dichiarato è diventare una piattaforma "tutto in uno", sul modello di quanto già accade in Asia con app come WeChat, ormai parte integrante dell'identità digitale delle persone. Diverse piattaforme statunitensi guardano a quel modello con interesse, e Meta non fa eccezione: era stata proprio questa ambizione a spingerla a costruire una propria rete di pagamenti, poi frenata da vincoli normativi e da uno scarso entusiasmo del pubblico.

Va detto che il contesto non è dei più favorevoli: le criptovalute hanno perso parte del loro appeal di massa, e la promessa iniziale — niente commissioni bancarie e un sistema finanziario controllato dalla community — si è scontrata con timori legati alla sicurezza e con la difficoltà di tutelarsi in caso di problemi.

Cosa significa per creator e brand

Per i creator, l'apertura ai pagamenti in criptovaluta amplia il ventaglio delle modalità di incasso e, in prospettiva, potrebbe semplificare i pagamenti transfrontalieri, spesso un punto dolente per chi lavora con audience e partner internazionali. Resta però la necessità di valutare con attenzione volatilità, costi di conversione e gestione dei wallet prima di scegliere questa strada.

Per i brand e chi acquista pubblicità, la possibilità di pagare in stablecoin è più un'opzione operativa in più che una rivoluzione. Il segnale interessante, semmai, è la direzione: Meta continua ad aggiungere con prudenza tasselli legati ai pagamenti, e non è escluso che questa strategia "a piccoli passi" porti, un domani, verso quell'ecosistema chiuso di transazioni che l'azienda insegue ormai da anni.


Fonte: Social Media Today.