Google ha allargato l'accesso ai suoi Search Profiles, i profili che danno a un creator una pagina dedicata dentro la Ricerca e in Discover. La novità che conta per il settore non è tanto lo strumento in sé — lanciato a inizio giugno 2026 negli Stati Uniti — quanto chi oggi può ottenerlo: le soglie di ingresso sono scese a 35 mila follower su YouTube, Instagram e X, mentre su TikTok possono farsi trovare i profili sopra i 100 mila. Al debutto servivano rispettivamente 100 mila e 300 mila. È un abbassamento netto, che sposta il baricentro dai grandi nomi al ceto medio della creator economy.
Cos'è, in concreto. Un Search Profile (creators.google/profile) è una pagina personale che Google costruisce aggregando in un unico posto ciò che un creator pubblica sulle diverse piattaforme: video, post, articoli, link al sito e allo store di merchandising. Il creator la personalizza con avatar, biografia e account collegati, e può fissare in alto i contenuti che vuole mettere in evidenza. Da mobile il profilo compare in fondo al knowledge panel quando qualcuno cerca il nome del creator, sopra le card di Discover, e con un URL condivisibile che funziona come biglietto da visita.
Perché è rilevante per chi crea contenuti. Fino a ieri, quando un utente cercava un creator su Google, il risultato era in mano all'algoritmo: una accozzaglia di link, video sparsi e voci non sempre aggiornate. Il Search Profile ribalta la logica e restituisce al creator il controllo su come appare nel punto d'ingresso più usato del web. È spazio "di proprietà" dentro un territorio — la Ricerca — che finora era solo attraversato, mai posseduto. Per un creator medio, che vive di reputazione e di scoperta, avere una scheda ufficiale, verificata e curata cambia il modo in cui pubblico, brand e talent manager lo trovano e lo giudicano.
I dettagli tecnici aiutano a inquadrare i limiti. Per candidarsi bisogna avere almeno 18 anni, un account pubblico e superare la soglia di follower su una sola piattaforma supportata: l'handle del profilo si aggancia in automatico all'account più seguito. Si parte da profile.google.com/claim, si collegano i social qualificanti e si crea il profilo; i nuovi contenuti compaiono di norma entro 24 ore. Un punto che Google tiene a chiarire: creare un profilo non influisce sul posizionamento nella Ricerca. Non è una scorciatoia SEO, ma un livello di identità e di fiducia. Al momento la funzione resta limitata agli Stati Uniti, con un'espansione internazionale annunciata ma non ancora datata.
L'angolo che interessa il mercato è proprio la soglia. Con 100 mila e 300 mila follower lo strumento era riservato a una fascia ristretta di top creator; a 35 mila (e 100 mila su TikTok) entra in gioco la fascia mid-tier, quella su cui si concentra oggi gran parte degli investimenti di influencer marketing, per costo-per-contatto e tassi di ingaggio più alti. Significa che una platea molto più ampia di creator diventa "istituzionalmente" riconoscibile agli occhi di Google — e, di riflesso, di chi li cerca per una collaborazione.
Per brand e agenzie il segnale è doppio. Da un lato, un profilo ufficiale con contenuti multipiattaforma aggregati diventa uno strumento di verifica: aiuta a distinguere il creator autentico, con una presenza coerente, da account gonfiati o ambigui. Dall'altro, sposta un pezzo della scoperta dei talenti dentro la Ricerca di Google, accanto ai social e ai marketplace specializzati. Chi lavora con i creator dovrebbe iniziare a considerare il Search Profile come parte del kit reputazionale di base, alla pari di un media kit aggiornato.
Resta una lettura di fondo. Google sta costruendo, un passo alla volta, un'infrastruttura di identità per la creator economy: prima le soglie alte per i grandi nomi, ora l'apertura alla fascia media, in prospettiva l'espansione fuori dagli Stati Uniti. Per il creator la mossa più sensata è presidiare quello spazio finché è nuovo, curato e a costo zero — perché una volta che diventerà lo standard, non averlo peserà più che averlo.
Fonti: Search Engine Journal; Analytics Insight; creators.google/profile.